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La città delle chiese

Cultura Cattolica11 Agosto 2018
Testo dell'audio

Kaunas è il primo centro industriale della Lituania, seconda città per abitanti rispetto a Vilnius, che sostituì come capitale per venti anni e si caratterizza per uno sviluppo urbanistico che è riuscito a lasciare intatto (e quasi completamente pedonale) l’ampio centro storico; una sorta di triangolo che si incunea verso la confluenza dei fiumi Nemunas e Neris.

Il suo edificio più antico è il castello, che fu più volte attaccato e distrutto dai Cavalieri Teutonici, fino alla sconfitta dell’Ordine nella battaglia di Tannenberg (1410). Successivamente la città entrò nella Lega Anseatica, sviluppandosi rapidamente come centro economico e commerciale.

La città soffrì diverse dominazioni: napoleonica, zarista, polacca, sovietica, nazista e poi ancora sovietica. Quest’ultima cercò di cancellarne lo spirito religioso, trasformando tutte le sue chiese in magazzini, palestre, uffici o altro. Ad esempio la chiesa di San Giorgio, uno splendido esempio di gotico lituano caratterizzato dall’uso di mattoni rossi, divenne un magazzino sotto i napoleonici e una sala da ballo sotto i comunisti sovietici.

Gotica è anche l’antica chiesa francescana di Vytautas, fatta costruire nel XV secolo dal granduca ed eroe nazionale Vitoldo (1352-1430), per ringraziare la Santa Vergine Maria d’avergli salvato la vita in battaglia. Ubicata nei pressi del fiume Nemunas, in una zona strategica, i soldati francesi la utilizzarono come deposito di munizioni. Dopo la sconfitta di Napoleone, i russi la consegnarono agli ortodossi, mentre i sovietici la trasformarono nuovamente in deposito. Infine, è stata definitivamente restituita al culto cattolico.

Sorte simile accadde alle altr e costruzioni religiose, in una città particolarmente ricca di chiese monumentali, che costituiscono il principale patrimonio artistico cittadino: troviamo anche chiese barocche (come la splendida e ricchissima Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo), chiese neobizantine (quella San Michele Arcangelo) ed anche chiese contemporanee come l’imponente chiesa della Resurrezione (la cui realizzazione risale ai giorni dell’indipendenza del 1918 come ringraziamento al Signore). La peculiarità di quest’ultima è l’altissimo campanile, terminato nel 2005 (poiché Stalin aveva fatto abbattere il precedente quando aveva fatto trasformare l’edificio in fabbrica) e fortemente voluto dalla municipalità di Kaunas come simbolo cittadino che celebrasse il ritorno alla piena religiosità della Lituania.

L’Arcidiocesi di Kaunas comprende inoltre la Diocesi di Šiauliai, in cui sorge la celebre Collina delle Croci, antico luogo di pellegrinaggio divenuto sotto i sovietici il simbolo dell’identità nazionale lituana e che i comunisti cercarono inutilmente di distruggere: basti pensare che agli inizi del XX secolo c’era poco più di un centinaio di croci, mentre adesso se ne contano oltre 50.000.

 

Questo testo di Gianandrea de Antonellis è stato tratto dal periodico Radici Cristiane. E’ possibile acquistare la rivista anche on line o sottoscrivere un abbonamento, cliccando www.radicicristiane.it

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