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Il dono dei sogni

Cultura Cattolica06 Luglio 2018
Testo dell'audio

Un capitolo suggestivo della biografia di don Bosco è quello relativo al dono dei sogni, attraverso i quali al Santo fu possibile comprendere e prevedere sviluppi strategici relativi alla propria vocazione, alla crescita dell’Oratorio, al futuro della Chiesa e dello Stato.

Secondo le Memorie Biografiche Don Bosco «in pubblico non usava altro termine che di sogni, né si lasciava sfuggire espressione dalla quale si potesse argomentare che li volesse far prendere per rivelazioni soprannaturali… Personalmente invece egli faceva gran conto delle cose vedute».

La storiografia odierna per ragioni di metodo ha dovuto operare una critica severa e a tratti riduttiva – giudizio che concerne lo statuto epistemologico e non il merito dell’indagine – rispetto al tono delle testimonianze tramandateci; avendo però a cuore una lettura globale del fenomeno don Bosco, si può sostare sulla lezione più classica, diffusa dai biografi in perfetta continuità con i migliori sviluppi dell’agiologia cattolica.

Questo l’invito dei primi testimoni, che in merito ai sogni, dopo avere ricordato e il richiamo biblico e la prudenza di don Bosco, dichiarano: «Per noi sono tanti elementi preziosi che contribuiscono a fissare saldamente la tradizione[…] è indispensabile che le generazioni lontane ritrovino poi nei nostri volumi la figura vivente del padre[…] con le sue personali maniere di pensare, di parlare, di operare».

 

Guida all’evangelizzazione

Il primo e più importante sogno avvenne quando Giovannino aveva 9 anni, si ripeté decine di volte nella sua vita e fu guida verso l’attuazione della sua ambiziosa missione di sacerdote consacrato alla gioventù abbandonata: il Signore e la Madonna gli apparvero per istruirlo circa i destinatari e il metodo di evangelizzazione, le qualità umane e cristiane richieste, la necessità di mantenersi sempre sotto la guida della Provvidenza.

Gli altri sogni possono essere divisi in tre categorie. In primis, i sogni in cui don Bosco vide con chiarezza quali dovessero essere i capisaldi della consacrazione salesiana – come il sogno dei “dieci diamanti” e del “pergolato di rose” – : virtù, consigli evangelici, lavoro, gioia e un profondo spirito di sacrificio.

Pure la celeberrima “Lettera da Roma”, ruota attorno ad un sogno, in cui il colloquio con un defunto è occasione per una radicale revisione della crescita e delle flessioni della Società Salesiana nei suoi primi decenni di vita.

Secondariamente consideriamo la vastissima serie di sogni destinati ai ragazzi, per lo più riferiti da don Bosco nel contesto del consueto saluto serale detto “Buonanotte”: in essi emergono i grandi temi della pedagogia religiosa tradizionale come la vita virtuosa, l’elogio di umiltà e castità, l’amore alla Chiesa e al Papa, la frequenza dei Sacramenti e la devozione a Maria Immacolata e Ausiliatrice.

 

Le dichiarazioni profetiche

Un terzo gruppo di sogni raccoglie infine le dichiarazioni propriamente profetiche, riconducibili a due generi: l’annuncio della morte di qualche ragazzo dell’Oratorio (il cui nome era rivelato privatamente in anticipo solo a pochi intimi), e gli avvertimenti di morte recapitati ai regali della famiglia Savoia, per lo più correlati all’avanzare di nuove proposte di legge liberali dannose per la fede cattolica.

Sono fenomeni che si commentano da sé, ma dei quali conviene sempre far notare il senso profondo, onde evitare di soffermarsi in modo ottuso sulla spettacolarità dell’evento e cioè l’orientamento salvifico a tutela della vita spirituale dei singoli giovani o della sicurezza della Chiesa.

Emblematico del rapporto di don Bosco con la dimensione soprannaturale, della sua familiarità e prudenza davanti al Mistero, dello spirito di servizio con cui accolse e dispensò il tesoro di tanto grandi doni. Basti un ultimo accenno al sogno forse più enigmatico e conturbante; il sogno “delle due colonne”: visione apocalittica in cui la Chiesa, quale nave assediata da scialuppe nemiche, trova salvezza per sé e per chiunque in lei si rifugi, solo ancorandosi alle colonne della devozione eucaristica e mariana, in un turbinio di eventi che includono cruenti attentati al Sommo Pontefice.

A dire che i sogni di don Bosco son più vivi che mai, tutti, ragion per cui merita conoscerli e meditarli e accoglierli con devoto rispetto, santa prudenza e filiale gratitudine.

 

 

Questo testo di don Marco Begato è stato tratto dal periodico Radici Cristiane. E’ possibile acquistare la rivista anche on line o sottoscrivere un abbonamento, cliccando www.radicicristiane.it

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