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La “scelta” abortiva quali conseguenze comporta per la salute della donna?

Diario di bioetica10 Dicembre 2019
Testo dell'audio

Secondo l’abortista Colleen McNicholas, della Planned Parenthood di St. Louis, come emerge da un articolo di Stefen Ertelt su “LifeNews.com”, l’aborto sarebbe una “scelta morale”, ovvero qualcosa che manifesterebbe libertà piena della donna, portandole anche beneficio.

In questa puntata, intendiamo affrontare il tema della cosiddetta “sindrome post-abortiva”, a dimostrazione ulteriore dell’inconsistenza delle tesi di chi presenta l’aborto come emblema di libertà, privo di conseguenze. Questa ipotesi, infatti, ovvero che l’aborto costituisca un atto di liberazione per la donna sembra contraddire la letteratura sull’argomento. Infatti, dopo l’apparente e momentaneo “sollievo” di aver risolto un “problema”, sono dimostrate le conseguenze psichiche e fisiche negative dell’aborto volontario.

Emerge nel riscontro empirico che la libertà della donna nel percorso che la porta fino all’aborto è generalmente limitata e, se la sua autonomia le conferisce la capacità e la possibilità di richiedere per se stessa l’aborto volontario, la sua reale autodeterminazione risulta nei fatti compromessa, quando non del tutto assente.

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