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Europa svenduta all’islam

Attualità11 Aprile 2018
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L’Europa mette in vendita la sua secolare e gloriosa storia cristiana al miglior offerente, non importa se in molti casi islamico. A mettere in luce tale desolante deriva è una recente inchiesta a cura di Roberto Scarcella, pubblicata su La Stampa dell’11 dicembre scorso, che riporta la drammatica tendenza in corso nei diversi Paesi europei, dove da tempo si assiste ad una lenta, ma inesorabile svendita dei luoghi santi della Cristianità, in diverse occasioni finiti nella mani della “concorrenza” diretta, quella musulmana.

Tale processo di sostituzione in realtà ha radici remote, quando l’islam non faceva ancora paura ed erano in pochissimi, additati come bigotti integralisti, a mettere in guardia circa i rischi di erigere moschee nel cuore dell’Europa, per il fatto di non essere dei semplici luoghi di culto, quanto dei veri e propri centri di propaganda politica e di diffusione del messaggio di conquista islamico.

È in questo contesto che, nell’ormai lontano 1990, nel cuore della vecchia Palermo, San Paolino dei Giardinieri divenne la prima chiesa d’Italia ad essere trasformata in moschea, per svolgere così negli anni successivi il ruolo di fulcro di espansione della religione di Maometto sul territorio siciliano.

Oggi San Paolino dei Giardinieri ha fatto scuola e in tutta Europa – racconta l’inchiesta – sono moltissime le chiese cattoliche e protestanti, che, colpite dall’inarrestabile “crisi di fedeli”, stanno seguendo il suo esempio: «In Gran Bretagna, Germania, Francia, Svezia, Belgio e Olanda sono sempre di più le comunità cristiane, che preferiscono monetizzare cedendo a un’altra religione luoghi di culto resi dalla fuga di fedeli peggio che inutili, solo costosi».

In Gran Bretagna la massiccia presenza islamica sta lentamente cambiando il panorama religioso: «Negli ultimi 15 anni, 500 chiese di Londra sono diventate case private. A Birmingham le moschee chiedono la preghiera islamica via altoparlante 3 volte al giorno. Nel Regno Unito, Manchester, Bradford, Londra e in alcuni piccoli centri a rilevare le chiese sono state le comunità islamiche, in cerca di un posto per i propri fedeli».

L’Olanda, Paese che ha fatto della libertà la propria bandiera politica, la “libertà religiosa” sembra aver prodotto più danni che altrove, in termini di scomparsa dei luoghi di culto cristiani: «Solo in Frisia, nel nord dell’Olanda, circa 250 delle 720 chiese hanno chiuso i battenti e sono diventate appartamenti, uffici, ristoranti o, in una manciata di casi, moschee. Nei prossimi 4 anni nel resto dell’Olanda è prevista la chiusura di altre 700 chiese».

Anche in Germania, la massiccia immigrazione turca degli ultimi decenni ha favorito il proliferare di moschee in tutto il Paese: “Ma è soprattutto in Germania che la tensione si è alzata in questi ultimi anni per l’alto numero di moschee già costruite e in costruzione grazie a ricche donazioni in arrivo proprio dalla Turchia e dai paesi arabi. Secondo il Zentralinstitut Islamarchiv sono oltre 100 le moschee, i cui cantieri sono già aperti o apriranno a breve, mentre le chiese sprangate, solamente dal 2000 ad oggi, sarebbero oltre cinquecento, tra cattoliche e protestanti”.

Per quanto riguarda l’Italia, ha riempito le prime pagine dei giornali, recentemente, la notizia della clamorosa cessione di un terreno nei pressi di Sesto Fiorentino, di proprietà della curia di Firenze, destinato alla costruzione di una moschea e di un centro culturale islamico. Il 22 dicembre scorso è stato infatti siglato il protocollo di intesa tra il sindaco di Sesto Lorenzo Falchi, il rettore dell’Università di Firenze Luigi Dei, l’imam di Firenze e presidente dell’Unione delle Comunità Islamiche d’Italia (Ucoii) Izzedin Elzir e l’arcivescovo di Firenze Giuseppe Betori che, come si legge su La Nazione, «prevede la cessione da parte della Diocesi fiorentina di un terreno di 8.300 metri quadrati lungo via Pasolini per un corrispettivo di circa 700 mila euro con il contestuale acquisto di un’area di 2.500 metri quadrati ceduta dall’Ateneo fiorentino (costo stimato circa 230mila euro) in cui sarà realizzata un’aula liturgica cattolica, anche se non a breve termine».

Tuttavia, il nuovo edificio di culto islamico – ha tenuto a precisare l’imam Elzir – «sarà la moschea di Sesto e non di Firenze e sarà a disposizione dei 1.500 fedeli musulmani presenti sul territorio sestese». Pochi giorni prima della firma dell’accordo, nel corso di un’intervista radiofonica a Lady Radio, l’imam di Firenze ha infatti voluto sottolineare come la moschea di Sesto non escluda, ma si aggiunga agli altri edifici islamici in costruzione sul territorio toscano: «Continuiamo a cercare un posto per la moschea di Firenze: quella di Sesto è la moschea di Sesto. Abbiamo una moschea a Campi, una a Borgo San Lorenzo e anche i fratelli di Sesto hanno bisogno, per cui si farà questo accordo. Ma al tempo stesso resta l’intenzione di realizzare una moschea anche nel perimetro del Comune di Firenze. Stiamo lavorando, ma purtroppo ancora non abbiamo la risposta».

Parole, che racchiudono in maniera significativa la chiara e ferma strategia di espansione politica dell’islam, che ha origini lontane ed ha portato alla diffusione capillare di moschee e centri culturali islamici in Italia e in tutta Europa, grazie anche al paradossale e suicida connubio della stessa Chiesa cattolica.

 

 

Questo testo di Lupo Glori è stato tratto dal periodico Radici Cristiane. E’ possibile acquistare la rivista anche on line o sottoscrivere un abbonamento, cliccando www.radicicristiane.it