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Esorcismi sempre più lunghi, ecco perché

Attualità30 Aprile 2018
Testo del video

Padre François Dermine è un sacerdote domenicano, che da 25 anni esercita il ministero dell’esorcismo, attualmente al servizio della Diocesi di Ancona-Osimo. Teologo morale e professore di teologia, ha partecipato al corso su esorcismo e preghiera di liberazione, realizzato dal Pontificio Ateneo “Regina Apostolorum” a Roma dal 16 al 21 aprile scorsi. In quel contesto, Padre Dermine ha rilasciato una dichiarazione, che ha sorpreso molti dei presenti, dichiarazione subito ripresa dall’agenzia InfoCatólica: oggi gli esorcismi richiedono più tempo che in passato, le sessioni in media devono essere più lunghe, può essere che siano richieste addirittura più sessioni, quando un tempo ne sarebbe bastata una.

«Una benedizione era sufficiente: di un’ora, di due ore, di tre ore, di sei ore, però una benedizione era sufficiente, per liberare una persona dalla sua possessione. Ora è diverso. Sta diventando un processo molto lungo».

Perché? Secondo il sacerdote domenicano, le cause possono essere molteplici. Ad esempio, l’ateismo dilagante nella società di oggi: «Le persone si stanno allontanando dalla preghiera e dai Sacramenti – afferma Padre Dermine – quindi ci sono minori difese contro il demonio». Un altro fattore importante, benché anomalo, è l’assenza di fede nella Chiesa stessa: durante un esorcismo, «l’esorcista prega in nome della Chiesa. Ma, se all’interno della Chiesa, ci sono preti e addirittura Vescovi, che non credono nel demonio e nelle sue azioni, l’esorcista viene privato del potere della preghiera nella Chiesa». Padre Dermine ha anche deplorato l’assenza di formazione su tali fenomeni. Quest’anno al corso d’esorcismo erano presenti 295 iscritti, la maggioranza dei quali erano sacerdoti, che si stanno formando presso le università pontificie. Sacerdoti, desiderosi di «imparare quello che non viene loro insegnato, ma che dovrebbe esserlo. C’è un vuoto», ha dichiarato, sconsolato per l’assenza di corsi specifici sull’esorcismo e sul maligno dai programmi teologici, sia pure con discernimento.

Padre Dermine ha anche indicato il diffondersi di una crescente mentalità superstiziosa e magica, di spiritualismo e pratiche occulte, “porte” che aprono all’attività diabolica, che permettono al demonio di prendere il sopravvento su di una persona o comunque di influenzare la sua vita. Ad esempio, è il caso di persone, che si prestano ad essere «medium»: molti di loro «pensano che sia normale, ma non lo è. Dobbiamo convincere costoro a rinunciare a tali attività, perché non è Dio a muoverli».