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Il miracolo della Santa Casa di Loreto

Arte e Cultura02 Settembre 2019
Testo dell'audio

Dalla Palestina a Tersatto, da Tersatto ad Ancona, da Ancona a Loreto: in tre diversi punti le traslazioni miracolose della Santa Casa, in cui la Madonna ricevette l’annuncio dell’arcangelo Gabriele e dove il Verbo si fece carne, avvennero miracolosamente, secondo la Tradizione ad opera degli angeli. Esperti ed architetti smontano i molti tentativi degli scettici, a caccia di spiegazioni materialistiche dell’avvenuto. Spiegazioni, che tuttavia non reggono. Ecco perché…

Tra il 9 e il 10 maggio 1291 avvenne un fatto straordinario in Palestina. Erano i giorni in cui si approssimava la fine della presenza crociata in Terra Santa. In quella notte, nella Basilica dell’Annunciazione di Nazareth, sparì la preziosissima reliquia lì custodita da secoli: la Santa Casa in cui la Madonna aveva ricevuto l’annuncio dell’arcangelo Gabriele e dove il Verbo si era fatto carne, dando così inizio alla Redenzione dell’umanità.

Chiunque fosse andato nel paesino della Galilea il 10 maggio 1291 non avrebbe più trovato le tre pareti di cui era composta la dimora della Sacra Famiglia, presenti invece fino al giorno prima.

Traslazioni miracolose

Le pareti apparvero la mattina di quello stesso giorno nel bosco di Tersatto (oggi quartiere della città di Fiume, in Croazia). Da quel momento, l’insigne reliquia divenne meta di pellegrinaggi e di devozione per tre anni. Poi, la notte tra il 9 e il 10 dicembre 1294, la Santa Casa sparì miracolosamente così come era arrivata.

Le tre pareti consacrate dalla presenza della Santa Famiglia giunsero in Italia, nelle Marche, territorio appartenente allo Stato Pontificio. Storicamente la sua presenza è accertata in tre luoghi prima di giungere dove ancora possiamo venerarla. Ad Ancona (attuale località di Posatora) e nel territorio di Loreto, dapprima in pianura (attuale località di Banderuola), poi nel campo di proprietà di due fratelli (di fronte all’attuale santuario). Infine, nel dicembre 1296, la Santa Casa si posò nel luogo in cui tuttora si trova.

Le suddette traslazioni avvennero tutte miracolosamente; secondo la tradizione (immortalata in innumerevoli dipinti e sculture) ad opera degli angeli. L’Italia ha il grande privilegio di ospitare questa preziosissima reliquia. Purtroppo, però, molti oggi tendono a dimenticare Loreto. Eppure Giovanni Paolo II lo ha riconosciuto come il «primo Santuario di portata internazionale dedicato alla Vergine e, per diversi secoli, vero cuore mariano della Cristianità».

Un miracolo permanente

Dato ancor più grave, in troppi oggi ignorano la storia del Santuario Lauretano o prestano fede a manipolazioni della verità. In effetti, da alcuni decenni, se almeno ufficialmente nessuno nel mondo cattolico mette in dubbio che a Loreto vi sia la vera Santa Casa di Nazareth, la Traslazione angelica della stessa è stata derubricata a una mera leggenda.

Ma è credibile pensare che il trasporto delle sante pareti sia avvenuto per mezzo degli uomini? Come spiegare ad esempio così tanti spostamenti? Sarebbe stato tecnicamente possibile trasportare per nave così tante volte delle pietre che poi sono state perfettamente risistemate? E ancora: perché collocare definitivamente la Santa Casa nel mezzo di quella che all’epoca era una strada pubblica dove, secondo la legge locale, nulla si doveva costruire, pena l’abbattimento coatto?

L’architetto Federico Mannucci, in una relazione del 1923, ebbe a scrivere che «è assurdo solo pensare che il sacello possa essere stato trasportato con mezzi meccanici» e rivelò pure che «è sorprendente e straordinario il fatto che l’edificio della Santa Casa, pur non avendo alcun fondamento, situato sopra un terreno di nessuna consistenza e disciolto e sovraccaricato, seppure parzialmente, del peso della volta costruitavi in luogo del tetto, si conservi inalterato, senza il minimo cedimento e senza una benché minima lesione sui muri». Anche l’architetto Giuseppe Sacconi constatò che «la Santa Casa sta parte appoggiata sopra l’estremità di un’antica strada e parte sospesa sopra il fosso attiguo», ragion per cui non può essere stata fabbricata o rifabbricata, come è, nel posto in cui si trova.

C’è pure un altro elemento da rilevare. La malta con cui le sante pietre sono murate proviene dalla Palestina. Come può questo dato essere compatibile con una ricostruzione successiva al trasporto su nave? E come è possibile che, a seguito di tanti spostamenti e di molteplici riedificazioni, non si sia minimamente alterata la perfetta geometria della Santa Casa, che combacia perfettamente con le dimensioni delle fondamenta rimaste a Nazareth?

Recentemente inoltre è stata dimostrata la falsità storica del Chartularium culisanense, documento spesso citato perché proverebbe il trasporto umano delle pietre della dimora nazaretana per mezzo della famiglia Angeli o De Angelis (da cui poi sarebbe sorta la “leggenda” degli angeli…). Il testo in questione però risalirebbe al 1294, tre anni dopo il primo miracoloso trasporto della Santa Casa a Tersatto.

E poiché è attestato che nel 1294 questa non era più a Nazareth ma in Dalmazia, la famiglia Angeli non avrebbe potuto portar via nulla direttamente dalla Palestina, come invece si è detto. Inoltre, vi si parla dell’asporto di alcune pietre e non delle tre pareti integre, come sempre si è detto e si è inteso. Quindi quella del trasporto umano della Santa Casa è una mera ipotesi, senza alcuna prova, che produce solo l’effetto di minare la fede dei semplici e contraddice secoli di studi e dimostrazioni.

L’approvazione della Chiesa

Peraltro, in tutti i luoghi in cui la Santa Casa si è posata furono costruite delle chiese a testimonianza dell’evento prodigioso. È mai possibile che le autorità ecclesiastiche, sempre così prudenti, abbiano edificato luoghi di culto in ricordo del “miracolo” senza mai essere smentite da nessuno? Se davvero il trasporto fosse avvenuto per mano umana, perché la gente avrebbe dovuto accettare la versione miracolosa dei fatti? Non possiamo poi ignorare che lungo i secoli i Papi hanno sempre ribadito sia l’autenticità della Santa Casa sia il suo arrivo prodigioso in Italia.

Inoltre, il 10 dicembre ricorre liturgicamente la festa della Traslazione della Santa Casa, non quella della Madonna di Loreto. Benedetto XV, poi, nel dichiarare la Beata Vergine Lauretana Patrona degli aviatori nel 1920 di fatto riconobbe come autentico il “volo miracoloso” della Santa Casa. Senza contare infine le rivelazioni private avute al riguardo da numerosi santi.

E l’enorme quantità di miracoli (guarigioni e conversioni) avvenuti all’interno della dimora della Sacra Famiglia. Vi è poi la tradizione folcloristica popolare a contrastare le ipotesi razionaliste degli ultimi decenni. Non a caso da secoli nelle Marche, la sera del 9 dicembre, si celebra la “Venuta” della Santa Casa con l’accensione di falò, come per illuminare la strada alla Vergine che arriva nei cieli con la sua dimora.

Loreto, baluardo contro l’islam

Tra gli aspetti forse più ignorati c’è anche il ruolo decisivo svolto dal Santuario Lauretano nella preservazione dell’Europa cristiana. Infatti è alla Madonna di Loreto che i Papi e i condottieri si sono rivolti prima di affrontare – tra le altre – le due battaglie più decisive e celebri contro l’islam: quella di Lepanto (1571) e quella di Vienna (1683). In entrambe, la vittoria dell’esercito cristiano si è dovuta all’intervento della Beata Vergine Maria.

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Questo testo di Federico Catani è stato tratto dal periodico Radici Cristiane. È possibile acquistare la rivista anche on line o sottoscrivere un abbonamento, cliccando www.radicicristiane.it

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