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L’Umbria cattolica contro il partito amazzonico

Analisi e commenti01 Novembre 2019
Testo dell'audio

La chiusura del Sinodo sull’Amazzonia, domenica 26 ottobre, in Italia ha coinciso con le elezioni in Umbria, che hanno visto una spettacolare vittoria della coalizione di centro-destra, con venti punti di differenza contro la coalizione di sinistra.

Che cosa hanno in comune i due eventi: Sinodo sull’Amazzonia ed elezioni in Umbria?

In entrambi i casi si è trattato di eventi simbolici. Il fatto che il Sinodo sull’Amazzonia si sia tenuto a Roma e non a Manaus significa che ha una portata per tutta la Chiesa.

E il fatto che nella campagna elettorale per le elezioni in Umbria siano scesi in campo, in prima persona, tutti i leader dei due schieramenti, di destra e di sinistra, significa che queste elezioni avevano una portata nazionale e non solo locale.

La differenza è che il voto degli italiani in Umbria è stato libero, quello dei vescovi riuniti per il Sinodo è stato controllato e blindato.

. E’ vero che la Chiesa non ha un regime democratico, ma monarchico, con il Papa alla sua testa. Però la Chiesa non è una dittatura. I figli di Dio sono uomini liberi e ciò che rende liberi è la verità. Dove non c’è verità non c’è libertà. E la Verità è Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo. Gesù Cristo, che noi veneriamo sulla Croce, non Pachamama, l’idolo che è stato benedetto da papa Francesco nei giardini vaticani ed è stato oggetto di una Via Crucis blasfema.

Pachamama rappresenta la divinità della Terra opposta al Dio che è nei cieli. Pachamama, o qualsiasi altro nome si voglia dare a questa divinità pagana, non è la verità, è la menzogna e dove c’è menzogna non c’è libertà, c’è l’arbitrio e la dittatura. Durante il Sinodo, l’unico atto veramente libero è stato quello degli sconosciuti fedeli che hanno buttato nel Tevere le statuine di Pachamama,i fedeli che si sono liberati degli idoli, così come si sono liberati dell’idolo del marxismo gli italiani che hanno bocciato la sinistra al potere in Umbria da cinquant’anni.

Papa Francesco e il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia, nonché presidente della Conferenza episcopale italiana, hanno tifato per la vittoria della sinistra in Umbria. Ma il loro partito, il partito amazzonico, il partito dei migranti, il partito del meticciato, è stato clamorosamente sconfitto. Gli italiani hanno ancora buon senso e ai porti aperti preferiscono i porti chiusi, ai ponti preferiscono i muri, all’ideologia di Pachamama preferiscono la legge del Vangelo.

L’Umbria di san Francesco e di san Benedetto lo ha dimostrato il 26 ottobre, mentre si concludeva il Sinodo di papa Bergoglio.

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