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Alle radici della rivoluzione luterana

Cultura Cattolica29 Gennaio 2018
Testo del video

Padre Serafino Lanzetta, teologo, analizza in questo servizio la «rivoluzione luterana» a 500 anni dalla sua fondazione: «Vedo in ambito cattolico una simpatia mai vista verso Lutero», afferma, nonostante Lutero rifiuti il libero arbitrio e definisca la ragione «prostituta del diavolo», confonda peccato e concupiscenza, neghi che si possano compiere il bene e le opere buone, mentre la stessa libertà rappresenterebbe «una minaccia all’onnipotenza di Dio, poiché Egli non sarebbe più necessario» e la «vita non sarebbe un dono, ma una necessità».

Col primato del soggetto sull’oggetto, della coscienza sulla verità, della necessità sulla volontà, Lutero segue il nominalismo esasperato di Guglielmo d’Ockham, rifiuta la Scolastica ed anticipa Hegel col suo processo dialettico, immaginando un Dio che «si rivela sotto il suo contrario, che si incontra nella contraddizione»: da una parte Cristo «primo peccatore», dall’altra «il diavolo parte integrante del processo salvifico dell’uomo».

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