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Cina: in attesa di una risposta. Perché un accordo segreto?

Pensieri e Voce07 Ottobre 2020
Testo dell'audio

Nei giorni scorsi il Segretario di Stato, il cardinale Pietro Parolin, parlando a un convegno del Pime a Milano, ha espresso un parere positivo sull’accordo segreto con la Cina, che il Vaticano ha chiesto di prolungare per altri due anni. Ma nei giorni precedenti era emersa la notizia che Vincenzo Guo Xijin, un vescovo fedele a Roma, dopo che grazie all’accordo era stato sostituito da un vescovo già scomunicato ed emanazione del Partito Comunista si era dimesso dal ruolo di vescovo ausiliare a causa delle pressioni e delle forme di bullismo esercitate contro di lui.

E da tutta la Cina giungono notizie di persecuzioni per chi non intende aderire all’Associazione Patriottica, il braccio religioso del Partito Comunista.

Le suore della diocesi di Xuanhua, nella provincia settentrionale dell’Hebei, sono state ripetutamente sollecitate dai funzionari locali a compilare i moduli per entrare a far parte dell’Associazione. “Preferiamo essere arrestate e imprigionate piuttosto che compilare questi moduli”, ha detto una delle suore, riportata da Bitter Winter. “Dopo che i moduli sono stati compilati, ci convocherebbero per frequentare i corsi di formazione nella capitale della provincia di Shijiazhuang, dove saremmo indottrinate con l’ideologia del Partito, come fanno ai sacerdoti”.

A giugno, il governo della città ha ordinato alle suore in servizio nella chiesa cattolica   che si sono rifiutate di aderire al Pcc, di lasciare la zona perché “non erano locali”.


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“Questa è la nostra casa; alcune di noi vivono qui da 20 anni”, lamentava una suora. “Non abbiamo case in cui tornare”. “La maggior parte dei nostri familiari sono morti”. Sono pronte ad andare in prigione. Altrove è stato impedito di commemorare i dieci anni dalla morte del vescovo John Yang Shudao che ha passato la maggior parte della sua vita in carcere per la sua fedeltà a Roma. E da tutta la Cina ci sono notizie di ordini di rimuovere croci e sostituirle con i ritratti di Mao e Xi Jinping.

Ora immaginiamo che un’ottantina di anni fa Pio XI, su consiglio di mons. Eugenio Pacelli, avesse, invece di un concordato, siglato un accordo segreto con Adolf Hitler, permettendo che le camice brune e la Hitlerjugend, e quei simpatici signori che ostentavano la svastica, e magari una bella associazione di Chiesa Patriottica Nazionale Germanica potessero partecipare alla scelta dei vescovi, e proporli. E nel frattempo, con questo accordo segreto ben operante, il Reich imprigionasse e torturasse vescovi e preti recalcitranti, distruggesse luoghi di culto e abbattesse croci cristiane.

Immaginatevi anche che cosa potrebbero dire e scrivere oggi i vari Melloni, Faggioli, Riccardi e compagnia cattolica adulta, per non parlare dei parlamentari di radice cristiana che spezzano il capello in dodici sull’aborto.


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Ma ci chiediamo, e continuiamo a chiederlo, anche se siamo consci che non avremo mai una risposta: perché un accordo segreto? Con la peggior dittatura attualmente esistente al mondo, quella dei milioni di persone rinchiuse nei LaoGai? Che cosa deve nascondere la Chiesa, per fare un accordo segreto? Se era per difendere la Chiesa in Cina, tutta, non solo quella filocomunista, la storia della Chiesa insegnava la via maestra dei concordati. Che, ci è sempre stato insegnato, proprio per questo esistono: per tutelare le Chiese locali sotto l’egida di patti internazionali da governi ostili, o pericolosi. Gli accordi segreti li fanno i malintenzionati, o quelli che hanno qualcosa da nascondere. Che cosa hanno da nascondere i Parolin e i loro mandanti?

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