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Tipi di atti contrari al Matrimonio

Catechesi01 Febbraio 2019
Testo dell'audio

Offriamo adesso un breve elenco degli atti impuri più comuni. Distinguiamone due categorie. La prima categoria è quella degli atti naturali, in altre parole gli atti tra un uomo e una donna aperti alla procreazione; la seconda categoria è quella degli atti contro la natura, che cioè non sono tra un uomo e una donna aperti alla procreazione.

Secondo la natura:

 

La fornicazione

Consiste nell’atto impuro tra un uomo e una donna quando né l’uno né l’altro sono sposati. La peccaminosità dell’atto sta proprio nel fatto che i componenti non sono sposati l’uno con l’altro.

 

L’adulterio (nel senso stretto)

Questo è l’atto tra un uomo e una donna quando almeno uno è sposato. La peccaminosità dell’atto sta nel fatto che viola il vincolo del Matrimonio. E’ particolarmente grave quando il vincolo è sacramentale, per i motivi già sopra esposti. Vale come adulterio anche l’atto impuro tra ‘divorziati-risposati’ perché il loro divorzio e Matrimonio susseguente sono di ordine puramente civile; e dunque le due persone, agli occhi della Chiesa, rimangono sposate ai loro sposi originali a causa della indissolubilità del vincolo matrimoniale.

 

La convivenza

La convivenza fra due persone che commettono la fornicazione o, cosa ancor più grave, l’adulterio, è atto peccaminoso perché esclude Dio dalla loro unione, disprezza il Matrimonio, e scandalizza gli altri, soprattutto facendo credere che la convivenza sia una cosa normale e dunque lecita. Questi atti sono peccaminosi perché contro natura, cioè contro la legge naturale. Lo sono in quanto frustrano la prima finalità della sessualità che è la procreazione di figli nel Matrimonio.

 

La Masturbazione

Questo peccato consiste nell’atto sessuale solitario.

 

L’Omosessualità

Questo peccato consiste nell’atto impuro tra due membri dello stesso sesso. La Chiesa insegna che questi sono peccati di grave depravazione. L’atto dei sodomiti è uno dei peccati che grida vendetta al Cielo. Chiaramente la convivenza di due persone che commettono questo peccato costituisce uno spregio del Matrimonio e uno scandalo ancor più grave nei confronti degli altri rispetto ad una convivenza impura fra un uomo e una donna.

Presentare questo nei termini di ‘Matrimonio’, come previsto oggi da varie legislazioni civili, significa presentare come naturale, e persino nobile e santo, uno stile di vita osceno ed intrinsecamente pervertito. La Chiesa distingue tra atti, che sono soggetti della responsabilità morale, e passioni, che invece non lo sono. Non nega che le passioni possano essere forti e profondamente radicate in una persona, sia verso un membro dell’altro sesso sia del proprio, ma in entrambi i casi insegna la castità.

Le passioni non sono da suscitare tramite contatti pericolosi con altri, né tramite immagini, né con la fantasia, bensì sono da temperare, da moderare, e da sottomettere al dominio della ragione con un lavoro assiduo della volontà. Non c’è altro modo per rispettare l’ordine oggettivo, per vivere virtuosamente, e per mantenere la pace dell’anima.