< Torna alla categoria

La morale gnostica

Catechesi16 Aprile 2018
Testo dell'audio

+ In nomine Patris et Filii et Spiritus Sancti. Amen.

Rivolgiamoci finalmente alla morale gnostica, come si manifesta nel brano della Genesi, paragonandola con la morale teologica cattolica.

a) Abbiamo definito la Gnosi come un sistema di autodivinizzazione. Come tale si oppone al Cristianesimo, che insegna la divinizzazione dell’uomo che proviene da Dio solo;

b) La prima divinizzazione è una trasformazione dell’uomo in Dio perdendo la sua identità, la seconda una partecipazione in Dio tenendo la sua identità;

c) Nella prima l’uomo si fa Dio ma senza Dio, invece di Dio e malgrado Dio (come afferma San Massimo Confessorenella foto, parlando del Peccato originale); nella seconda, l’uomo si abbassa davanti a Dio.

d) La prima avviene tramite le sue forze naturali; la seconda tramite la Grazia soprannaturale di Dio.

e) La prima è una forma di autodeterminazione; la seconda una determinazione operata da Dio;

f) La prima avviene mediante una conoscenza naturale e, come ogni conoscenza naturale, se ne impadronisce, la si domina e la si assorbe nel soggetto; la seconda avviene mediante una conoscenza soprannaturale a cui il soggetto deve sottomettersi, sacrificando il suo intelletto alla Verità assoluta;

g) La prima conoscenza è separata dalle buone opere; la seconda è essenzialmente indirizzata ad esse;

h) La prima è motivata dal piacere, la seconda dall’amore;

i) La prima è accessibile solo ad una élite, la seconda a tutti.

In sintesi, la prima  si caratterizza dalla superbia e dall’egoismo; la seconda dall’umiltà e dal sacrificio. In una parola, si può dire che la Gnosi sia l’egoismo elevato a stato di religione.

La Gnosi permette di essere come Dio in un certo senso, cioè esercitando il libero arbitrio a fare tutto ciò che si desideri, ma al costo dell’eterna beatitudine. La Fede cattolica invece permette all’uomo di essere come Dio esercitando il libero arbitrio per rispettare l’ordine stabilito da Dio: l’ordine del Vero e del Bene oggettivo, per conoscere ed amare Dio quaggiù e nel Paradiso.

Nel Giardino dell’Eden ci sono due alberi: l’Albero della Conoscenza del bene e del male e l’Albero della Vita. Per mangiare dal primo albero occorre la superbia, per mangiare dal secondo il sacrificio. Il primo rappresenta la Gnosi, la rivale perenne della Fede cattolica; il secondo rappresenta la Fede: perché il secondo è l’Albero della Croce, i cui frutti sono tutte le grazie e le benedizioni quaggiù e le gioie eterne nella Patria celeste. Per avere le quali però, si deve passare attraverso la sofferenza, il sacrificio, portando la croce dietro a nostro Signore, al Cui Nome sia ogni Onore e Gloria per tutti i secoli dei secoli. Amen.