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Il Matrimonio: sul piano naturale secondo la Ragione

Catechesi14 Gennaio 2019
Testo dell'audio

Esiste in Dio una legge eterna che dirige ogni azione e movimento verso il suo ultimo fine. Questa legge vincola tutto il creato, vincola gli esseri irrazionali in modo fisico e irresistibile, e vincola gli esseri razionali in modo morale, così che essi possano obbedire o disobbedire secondo il libero arbitrio.

Questa legge si promulga nel creato intero. Per il fatto di promulgarsi negli esseri razionali si chiama ‘legge naturale’. Questa legge è iscritta nella natura umana, dove l’uomo può percepirla, leggerne le esigenze, e obbedirle.

L’uomo percepisce, ad esempio, di avere gli occhi per vedere e lo stomaco per mangiare. Percepisce di avere lo stomaco per conservarsi in esistenza come individuo, e la facoltà sessuale per conservarsi in esistenza come specie. San Tommaso d’Aquino constata che l’occhio sta alla visione come la facoltà sessuale sta alla procreazione.

La legge naturale ci mostra, dunque, che la sessualità ha come fine la procreazione, ma non solo questo: la sessualità appartiene al Matrimonio. Un figlio, quando è nato, ha bisogno di essere educato da un padre e da una madre che lo amino e che si amino a vicenda, e che siano anche i suoi modelli di condotta. Questo è del tutto necessario affinché un bambino cresca come individuo ben equilibrato e felice.

Ora, se occorrono venti anni a un figlio per raggiungere la piena maturità, e se ci sono parecchi figli, ne consegue che i genitori debbano rimanere insieme per un periodo considerevole di tempo. Anzi, per creare la stabilità e la sicurezza necessarie per educare figli in modo adeguato, i genitori devono impegnarsi in un rapporto di amore reciproco che duri per tutta la vita.