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Il Matrimonio secondo la dottrina di Trento (parte I)

Catechesi15 Febbraio 2019
Testo dell'audio

+ In nomine Patris et Filii et Spiritus Sancti. Amen.

Il matrimonio è di due generi: il matrimonio come istituzione naturale, e il matrimonio come sacramento. Il matrimonio come istituzione naturale, o il matrimonio naturale, è quello di cui gode ogni coppia legittimamente sposata, se i coniugi non sono entrambi battezzati, od essendo per esempio ebrei, musulmani, buddhisti, o non professando nessuna religione. Al matrimonio sacramentale hanno accesso, invece, solo la coppia di cui tutti e due i membri sono battezzati. Siccome la Grazia suppone e perfeziona la natura in genere, così anche qui. Procediamo esponendo prima il primo genere di Matrimonio, poi il secondo.

 

Il Matrimonio come Istituzione Naturale

Il matrimonio fu istituito da Dio nel Paradiso terrestre per due finalità, che sono espresse in due passi della Genesi. La prima finalità è espressa nel primo capitolo della Genesi (vv. 27-8) con le parole: Maschio e femmina li creò e li benedisse e disse loro: “Siate fecondi e moltiplicatevi”; la seconda finalità è espressa nel secondo capitolo della Genesi (vv. 18-24) con le parole: “L’uomo non trovò un aiuto che gli fosse simile. Allora il Signore Dio… gli tolse una delle costole e formò la donna… per questo l’uomo abbandonerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una sola carne”.

 

Le Finalità del Matrimonio

In conformità a questi brani della Sacra Scrittura, la Santa Chiesa Cattolica insegna che la prima finalità del matrimonio è la procreazione (ed educazione) dei figli; la seconda finalità è l’assistenza reciproca tra gli sposi. La prima finalità del Matrimonio è la procreazione. Questo spiega perché la Chiesa ha sempre opposto la contraccezione e predicato uno spirito di generosità alle coppie cristiane quanto al numero dei loro figli.

La seconda finalità è l’assistenza reciproca degli sposi, che si descrive anche come “amore matrimoniale”. Essa può essere intesa come un tipo di amicizia profonda e duratura, che tipicamente, ma non essenzialmente, possiede un aspetto sessuale. L’aspetto sessuale viene descritto a sua volta come remedium concupiscientiae. Ciò significa che l’esercizio della sessualità è lecito ed onesto nel matrimonio, anche se il Peccato Originale l’ha staccata, insieme ai sensi ed alle emozioni, dal controllo completo della ragione, e perciò l’ha disordinata.

Il remedium concupiscientiae è espresso da San Paolo (I Cor.7,2) con le parole “Per il pericolo dell’incontinenza, ciascuno abbia la propria moglie e ogni donna il proprio marito”. Il remedium concupiscientiae viene considerato come parte della seconda finalità del matrimonio, anche se classicamente fosse considerato come terza finalità, una finalità che si è aggiunta al Matrimonio dopo il Peccato Originale. Inoltre, a queste due (o tre) finalità, il matrimonio ha due proprietà: l’indissolubilità e l’unità.

 

Le Due Proprietà del Matrimonio

Per comprendere cosa sono queste due proprietà, si deve sapere che col consenso reciproco di un uomo ed una donna capaci di sposarsi legittimamente, viene in esistenza tra loro un legame (o vincolo) spirituale, che costituisce l’essenza propria del Matrimonio. Questo legame è indissolubile nel senso che non viene sciolto che dalla morte stessa. Ciò è espresso da nostro Signor Gesù Cristo con le parole (Mt.19, 6): “Quello dunque che Dio ha congiunto, l’uomo non lo separi”.

L’indissolubilità del legame preclude il divorzio. La Chiesa può invece concedere la separazione fisica per parecchi motivi, rimanendo salvo il legame, e può anche dichiarare nullo un matrimonio (per mancanza di legittimità ad esempio). Tale dichiarazione non è comunque una forma di divorzio, bensì la semplice dichiarazione da parte della Chiesa che il matrimonio non è mai esistito. Il legame è unico, invece, nel senso che unisce due persone sole. Ciò è espresso dal Signore con le parole (Mt.19, 5) con cui Si riferisce al sopracitato passo della Genesi: “Non sono più due, ma una carne solo”.