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Il Matrimonio: l’intento di Dio

Catechesi22 Febbraio 2019
Testo dell'audio

In nomine Patris et Filii et Spritus Sancti. Amen

 

Il fine ultimo di tutto ciò che c’è è la gloria di Dio Uno e Trino della Santissima Trinità le cose materiali glorificano Dio con la loro mera esistenza, con il loro ordine, la loro bellezza, e, se vivono, con la loro vita: imitando e riflettendo in questi modi qualcosa delle infinite perfezioni di Dio. Gli esseri razionali, invece, glorificano Dio con la loro razionalità: con la loro conoscenza, e soprattutto con il loro amore per Dio che si colma nella santità: modi in cui imitano e riflettono la conoscenza e l’amore di Dio per Sé Stesso.

Ora, Dio avrebbe potuto creare gli uomini ad un’età adulta già in piena conoscenza di Lui e in pieno amore per Lui, come ha fatto nel caso di Adamo ed Eva. Invece ha stabilito che gli uomini venissero a conoscere ed amare Lui gradualmente, cominciando con la loro nascita ed educazione in famiglia: il luogo della loro formazione iniziale per la vita eterna.

Vediamo chiaramente che la prima finalità del matrimonio deve essere la procreazione ed educazione dei figli, anzi di figli numerosi, per orientarli verso la santità.

Dato questo, la sua seconda finalità è ovviamente l’assistenza reciproca (ed amorevole) degli sposi: occorre cioè una collaborazione tra di loro per far crescere i figli, ed un amore tra di loro e verso i figli, affinché i figli possano non solo crescere, ma crescere felici e ben equilibrati. Questa collaborazione deve portare in secondo luogo alla santificazione degli sposi stessi, essendo questo il fine ultimo di tutti.

La terza finalità, conseguenza del Peccato Originale che ha (tra l’altro) disordinato la sessualità umana, consiste nel ‘rimedio della concupiscenza’, che significa che la sessualità trova nel matrimonio un contesto onesto per il suo esercizio (moderato e modesto, naturalmente).