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I gradi di gloria dei beati in cielo

Catechesi08 Luglio 2019
Testo dell'audio

Altro è lo splendore del sole, altro lo splendore della luce, e altro lo splendore della stelle. Ogni stella infatti differisce da un’altra nello splendore’(1. Cor. 41). La citazione significa che i giusti goderanno di diversi gradi di gloria in Cielo. In questa sezione guarderemo prima l’ ineguaglianza di ricompensa dei giusti, e poi due modi diversi in cui il beato viene illuminato.


Ineguaglianza di ricompensa

La santa Chiesa cattolica insegna dogmaticamente che il grado di perfezione della Visione beatifica concesso all’uomo giusto corrisponde ai suoi meriti. Il Decretum pro Graecis del Concilio di Firenze dichiara che le anime dei perfettamente giusti ‘scorgono Iddio Uno e Trino chiaramente come lo è, ma secondo la diversità dei propri meriti: l’uno più perfettamente dell’altro’. Similmente il Concilio di Trento definisce che l’uomo giustificato merita un incremento della gloria celeste tramite le buone opere.

La contrapposizione eretica sull’eguaglianza nella Visione beatifica viene sostenuta da Gioviniano, che (sotto l’influsso dei Stoici) insegnava che tutte le virtù fossero dello stesso grado; e da Martin Lutero con la sua dottrina dell’imputazione esterna della giustizia di Cristo.

Nella sacra Scrittura, Nostro Signore Gesù Cristo promette (Mt 16. 27): ‘Egli (il Figlio dell’uomo) renderà a ciascuno secondo le sue opere’; e san Paolo scrive (1 Cor 3.8): ‘E ogni uomo riceverà la propria ricompensa, secondo il suo lavoro’; e (2 Cor 9.6) ‘Chi semina sparsamente, mieterà sparsamente: e chi semina in benedizioni, mieterà benedizioni’.

I padri della Chiesa si riferiscono alla parola del Signore sulle molte mansioni nella casa del Padre e la intendono della diversità dei meriti dei beati. Sant’Agostino per esempio, mentre intende il singolo denaro nella parabola della vigna della ricompensa della vita eterna, aggiunge (de Sanct. Virg. c.26): ‘In quella vita eterna, la luce dei meriti brillerà con una distinzione: ci sono molte mansioni nella casa del Padre… nelle molte mansioni l’uno viene onorato con uno splendore più grande di un altro’.
All’obiezione che questa ineguaglianza porterà all’invidia, risponde (in Joan. tr.67.2):‘Non ci sarà invidia a causa della gloria ineguale poiché l’unità di amore regnerà in tutti
’.

Scrive san Lorenzo Giustiniani (La Passione di Cristo 23): ‘..sarà più copiosa la ricchezza di splendore dove sarà più ardente il fuoco della Carità, e più puro il torrente di amore. Mirabili ornamenti la rivestiranno, e anche questi non tutti li potranno avere, ma solo quelli che li meriteranno per grazie particolare di Dio: radioso decoro a chi riuscirà a raggiungerli, e gaudio ineffabile a chi saprà contemplarli. Ciascuno però sarà lieto e felice, senza che alcuna miseria di invidia o bruttura di odio li conturbi, sapendo di possedere negli altri quello che mancherà a sé.

Si nota d’altronde che ‘la stella della virginità brilla tra tutte come la luna tra le luci inferiori’ (Cornelius a Lapide), e che già sulla terra l’anima che si è consacrata alla castità perfetta per il Regno dei cieli, presta al proprio corpo una luce celeste.

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