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Gli atti contrari al Matrimonio

Catechesi28 Gennaio 2019
Testo dell'audio

L’Impurità

Abbiamo già visto che la sessualità è orientata verso la conservazione del genere umano. La grandezza di questo bene corrisponde alla grandezza del piacere associato alla sessualità, perché, secondo la scolastica, la natura di un piacere corrisponde alla natura del bene posseduto.  Abbiamo anche visto che la sessualità è caratterizzata da una certa mancanza di controllo ed ordine. La grandezza del piacere accoppiata alla debolezza della natura umana decaduta, fa sì che i peccati contro la purezza siano, purtroppo, frequenti.

Questi peccati sono proibiti dal sesto Comandamento con le parole “non commetterai atti impuri” o “non commetterai l’adulterio” (da intendere in senso ampio). Oltre al nome di ‘adulterio’ portano il nome di ‘fornicazione’ e d’’impurità’. Poiché i Dieci Comandamenti sono espressione della legge naturale, ne consegue che questi peccati sono contrari sia alla ragione sia alla Fede.

Il suo Male

Secondo la Ragione questi atti sono male in quanto: abusano di una facoltà della natura umana, ossia quella della sessualità che è orientata verso la procreazione nel contesto del Matrimonio; trasgrediscono la legge naturale; offendono il supremo Legislatore che è Dio. Tali atti non sono solamente male ma gravemente male, poiché si oppongono ad un gran bene, la conservazione del genere umano. La Scolastica insegna: Corruptio optimi pessima est “La corruzione dell’ottimo è cosa pessima”.

Secondo la Fede i peccati contro la purezza sono tutti gravi, come spiega il Catechismo di san Pio X: «E’ un gran peccato l’impurità? E’ un peccato gravissimo ed abominevole innanzi a Dio ed agli uomini; avvilisce l’uomo alla condizione dei bruti, lo trascina a molti altri peccati e vizi, e provoca i più terribili castighi in questa vita e nell’altra» (n. 425).

La peccaminosità particolare dell’impurità sta nel fatto che questi peccati vengono commessi contro il proprio corpo (1Cor 6,18). Sono ancora più gravi quando la persona è battezzata, perché allora pecca anche contro Nostro Signore Gesù Cristo di cui (in quanto Corpo mistico) è membro, e contro lo Spirito Santo di cui è il tempio.

Che Cosa significa ‘peccato grave’? Il peccato grave, o mortale, è quello che spegne la vita sovrannaturale dell’anima e che è punito dalla morte eterna dell’Inferno, se non se ne pente prima della morte fisica. Il peccato mortale viene definito nel modo seguente dal Catechismo di san Pio X: «Che cosa si richiede perché un peccato sia mortale? Perché un peccato sia mortale si richiedono tre cose: materia grave, piena avvertenza, perfetto consenso della volontà» (n. 700).

«Quand’è che vi ha materia grave? Vi ha materia grave quando si tratta di una cosa notabilmente contraria alla legge di Dio e della Chiesa» (n. 701). «Quand’è che vi ha piena conoscenza nel peccare? Vi ha piena conoscenza nel peccare, quando si conosca perfettamente di fare un grave male» (n. 702). «Quand’è che, nel peccato, si ha il perfetto consenso della volontà? Si ha, nel peccato, il perfetto consenso della volontà, quando si vuol fare deliberatamente una cosa, sebbene si conosca peccaminosa» (n. 703).

Aggiungiamo che ricevere la Santa Comunione nello stato di peccato mortale è un ulteriore peccato mortale, ossia un sacrilegio. Lo stesso Catechismo insegna al riguardo: «Chi sa di essere in peccato mortale, che cosa deve fare prima di comunicarsi? Chi sa di essere in peccato mortale, deve, prima di comunicarsi, fare una buona confessione; non bastando l’atto di contrizione perfetta, senza la confessione, a chi è in peccato mortale per comunicarsi come conviene» (n. 630).