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Dio Uno

Catechesi04 Giugno 2018
Testo dell'audio

+ In nomine Patris et Filii et Spiritus Sancti. Amen

In questa sezione consideriamo Dio Uno in distinzione a Dio Trino, prima alla luce della Fede in distinzione alla luce della ragione e poi nella Sua propria natura.

  1. Secondo la Fede e la ragione

Guardiamo il primo articolo della Fede: Credo in Deum: Credo in Dio. Professiamo in questo articolo la nostra conoscenza di Dio tramite la Fede, tramite la luce soprannaturale che ci fa vedere Dio come sia in Sé Stesso, assieme a tutte le verità che si riferiscono a Lui come è in Sé Stesso. Questa conoscenza di Dio tramite la Fede è da distinguere dalla conoscenza di Dio tramite la ragione. La ragione è una luce naturale, che ci presenta Dio come Creatore. La ragione procede dall’osservazione del creato per dedurre l’esistenza di un Creatore.

Rivolgiamo la nostra attenzione dapprima alla conoscenza di Dio tramite la ragione, cioè la conoscenza naturale di Dio. San Pio X (nella foto) dichiara nel Giuramento contro il Modernismo (1910) che si può dimostrare con certezza l’esistenza di Dio per mezzo del principio della causalità.

Due esempi se ne trovano nell’epistola di S. Paolo ai Romani. Nel primo capitolo scrive l’Apostolo: “Dalla creazione del mondo in poi, le sue perfezioni invisibili possono essere contemplate con l’intelletto nelle opere da lui compiute, come la sua eterna potenza e divinità”. S. Paolo spiega in questo brano come si possa procedere dal creato al Creatore: dall’osservazione della potenza, della bontà e della sapienza manifestate nel creato per dedurne un Creatore, che possieda queste virtù.

Nel secondo capitolo della medesima epistola S. Paolo parla della coscienza: “Essi (i pagani) dimostrano che quanto la legge esige è scritto nei loro cuori, come risulta dalla testimonianza della loro coscienza e dai loro stessi ragionamenti, che ora li accusano, ora li difendono”. San Paolo sta parlando di una legge scritta nel cuore. Chiaramente si può procedere dall’esistenza di questa legge all’esistenza di un legislatore, che è il Creatore ossia Dio Stesso.

Paragonando adesso la conoscenza naturale di Dio tramite la ragione con la conoscenza soprannaturale di Dio tramite la Fede, possiamo constatare che le due conoscenze sono compatibili, perché Dio è l’autore e l’oggetto di ambedue.

Una differenza principale è che l’oggetto della conoscenza naturale è Dio Creatore, mentre l’oggetto della conoscenza soprannaturale è Dio, come si rivela tramite la Fede.

Un’altra differenza è che la conoscenza naturale di Dio è difficile da raggiungere, mentre la conoscenza soprannaturale è facile. Il Catechismo Romano dice al riguardo che, mentre la conoscenza naturale “muovendo adagio adagio dagli effetti e da tutto ciò che è percepito dai sensi, riesce solo dopo diuturni sforzi a contemplare a mala pena le realtà invisibili di Dio…; (la conoscenza soprannaturale) invece, affina talmente la penetrazione dello spirito umano che esso può innalzarsi al cielo senza fatica. Illuminato dallo splendore divino, scorge l’eterna fonte stessa della luce e poi quanto giace al di sotto di essa”.

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