< Torna alla categoria

Alla sequela di Cristo

Storia10 Settembre 2021
Testo dell'audio

«La libertà discende dalla morale cristiana, essa vive di generosità e di perdono»: in questa frase c’è l’anima di Giovanna di Savoia (1907-2000). Nella Regina di Bulgaria, scomparsa 15 anni fa, dolcezza e rigore non furono mai disgiunti; il dovere non era che la base di partenza del suo modo di agire, sul quale edificare l’amore di Cristo. Nacque il 13 novembre 1907, quartogenita di Vittorio Emanuele III e della regina Elena di Savoia. Di intelligenza brillante, eccelse negli studi e coltivò sempre un grandissimo interesse per la cultura, concepita soprattutto come strumento principe della formazione umana e cristiana.

Nel settembre 1923 venne colpita, insieme alla sorella Mafalda, da una gravissima forma di tifo. Le principesse erano assistite da due monache dell’Ordine di Santa Chiara e questo contatto conquistò subito alla spiritualità francescana la sensibilità di Giovanna. Quando i medici, ormai, disperavano per la situazione clinica, ella fece voto che, se fossero guarite, si sarebbe sposata ad Assisi. Nel 1924 vi andò in pellegrinaggio, insieme alla carissima sorella, per il ringraziamento. Nel 1930 si sposò con Boris III proprio ad Assisi con rito cattolico. Una seconda cerimonia venne celebrata a Sofia in rito ortodosso. Dal matrimonio nacquero due figli: la principessa Maria-Luisa e l’erede al trono Simeone II.

Sotto il totalitarismo staliniano, dal 1944 al 1946, Giovanna di Savoia fu in pericolo di vita insieme ai propri figli fino a quando, con un referendum istituzionale pilotato dall’Unione Sovietica, venne proclamata la Repubblica e concretato il relativo esilio della famiglia reale. La Regina raggiunse dapprima Alessandria d’Egitto, dove si trovavano già in esilio i genitori, poi, nel 1950, dopo un netto rifiuto da parte dell’Italia, che non trovava “opportuno” ospitare un membro di Casa Savoia, il generale Francisco Franco le offrì asilo politico in Spagna. Infine, quando i figli si sposarono, raggiunse il Portogallo, andando a vivere vicino al fratello, re Umberto II. La Regina Giovanna di Savoia fu sovrana secondo i piani di Dio, secondo i principii di Cristo Re dell’Universo.

La carità evangelica fu la maestra di vita di Giovanna di Savoia. Ella si è sempre affidata con estremo abbandono alla Provvidenza, fin dalla più tenera età e lungo il suo percorso terreno, percosso da affanni, angosce e tragedie, ha costantemente rivolto il suo sguardo verso l’alto. Era capace di amore umile e forte, con un dominio di sé degno di un asceta, ma con una concretezza ed un calore degni di una splendida sposa e madre. Caduto il comunismo, all’età di 86 anni le fu concesso di entrare in Bulgaria: era il 1993, nel cinquantenario della morte del marito e dopo cinquant’anni di totalitarismo: fu accolta con grande entusiasmo da un popolo ancora a lei fortemente legato. Morì a Estoril il 26 febbraio 2000, ma volle essere sepolta, come Terziaria francescana, nella cappella dei frati del cimitero di Assisi, dove si trova tuttora.


Sostieni RRL

Informazioni Personali

Totale Donazione: €10,00

 

Questo testo di Cristina Siccardi è tratto dalla rivista Radici Cristiane. Visita il sito radicicristiane.it

Da Facebook