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Richiamo a Warmia

Tesori d'Europa03 Aprile 2021
Testo dell'audio

Nel 1243 venne fondata la Diocesi di Warmia. Per secoli i suoi Vescovi furono in grado di mantenere una relativa indipendenza tra i due poteri, Stato teutonico e Regno polacco. Essi ed il Capitolo di Warmia non ebbero soltanto autorità ecclesiastica, ma anche laica ed avevano anche dei castelli. Nel XV secolo Warmia venne incorporata nel Regno polacco, pur mantenendo una propria autonomia. Fino alla Prima Partizione della Polonia nel 1772, fu direttamente soggetta alla Santa Sede. Tra i Vescovi ve ne furono anche di famosi nella Storia. Nominiamo solo Piccolomini, futuro Papa Pio II, o Stanislao Osio, Legato al Concilio di Trento. Circondata in ogni direzione da territori protestanti, come risultato delle Partizioni Warmia venne incorporata nella Prussia dell’Est (cui apparteneva pure Mazury). Per il suo forte cattolicesimo, Warmia fu chiamata “Santa” ed il cattolicesimo fu difatti il fattore che più di qualsiasi altro mantenne compatta la sua società. Anche il ritmo della vita fu sempre strettamente legato al calendario delle feste cattoliche.

Nel XIX secolo, la Kulturkampf volle schiacciare la Chiesa ed il clero. Ma ciò a Warmia scatenò l’inimicizia del popolo verso la politica di Bismarck. Tradizionalmente cattolici, gli abitanti di Warmia, nel conflitto tra Stato e Chiesa, sostennero quest’ultima. Sembra abbiano anche ricevuto un aiuto piuttosto inusuale dal Paradiso: nel 1877, a Gietrzwałd, Nostra Signora apparve a due ragazze, parlando loro nel dialetto polacco locale. Per i cattolici polacchi, questa fu una grande consolazione e le apparizioni resero i loro legami con la Chiesa ancor più forti.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, molti nativi di Warmia lasciarono la loro Patria per una vita migliore nell’Europa occidentale. I nuovi arrivati spesso non erano a conoscenza dell’identità unica della regione. Il regime comunista stava cercando di creare una nuova società. La continuità delle tradizioni di Warmia, la lingua, la memoria del popolo erano quindi stati distrutti. Ma tutti i suoi segni caratteristici rimasero. Tetti rossi, croci lungo la strada e cappelle, fattorie solitarie, vie simili a strade… e la fede cattolica, ora comune anche a Mazury, fu mantenuta viva.

Le si vedono ovunque e si capisce che è Warmia. In polacco vengono chiamate kapliczka, che significa “piccola cappella”, ma nella maggior parte dei casi non sono costruzioni. Alcune “cappelle” sono semplici caselle appese all’albero, ma in una variante tipica di Warmia si trovano spesso anche costruzioni di mattoni, in stile barocco, classico o gotico, che contengono una o più nicchie per la croce e le icone o le statue. Nostra Signora vi viene quasi sempre collocata. La più antica di tali strutture, tuttora presente, risale al 1607. La gente volle esprimere così la propria fede e la propria fedeltà alla Chiesta, oltre al sentimento di pietà, anche quale dono votivo per le grazie ricevute.


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Questo testo di Joanna Potorska è tratto dalla rivista Radici Cristiane. Visita il sito radicicristiane.it

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